NICK CAVE AND THE BAD SEEDS “GHOSTEEN”

UNO

Ho visto bambini piangere per una fame insaziabile di cibo e civiltà,

ho visto guerre stupide con bombe intelligenti,

ho visto soldi passare di mano in mano e finire da dov’erano partiti,

ho visto la notte dentro al giorno,

e vorrei che l’autore di tutto questo mi spiegasse il perchè.

Ho visto lavori terminare per l’impossibile fatica,

ho visto vie d’uscita che portavano ad altre prigioni,

ho visto malattie curate per far digerire menzogne,

ho visto pulsioni omicide dentro a letti casuali,

e vorrei che l’autore di tutto questo mi spiegasse il perché.

Ho visto vendemmie di risate,

ho visto gelosie fatte d’amore e invidia,

ho visto pentimenti tardivi,

ho visto discussioni verso l’alba,

e vorrei che l’autore di tutto questo ne parlasse con me.

Ho visto addii nella nebbia,

ho visto rinunce costernate,

ho visto consolarsi i soldati,

ho visto martiri felici,

e vorrei che l’autore di tutto questo mi chiamasse,

vorrei che l’autore di tutto questo mi chiamasse

a se.

DUE

Piove e piove e continua a piovere e ti abitui dopo un pò che possa anche piovere per sempre. Sembra che se dobbiamo amare, allora dobbiamo soffrire. Questo è il patto. La sofferenza è il terribile memento del destino del nostro amore e non è negoziabile, proprio come l’amore. Esiste una vastità di pene che sovrasta la nostra minuscola vista. Una pena che riporta i fantasmi del nostro ieri e li risveglia. Ecco, questi spiriti diventano idee, diventano essenza. Sono la nostra attonita immaginazione ridestata dopo le calamità. Come le idee, questi spiriti ci parlano di possibilità, seguono i nostri istinti, perché dall’altro lato dell’idea stessa c’è il cambiamento e la redenzione.  

Quindi non rimane che aspettare, avere fede, star lì alla finestra sapendo che qualcosa arriva; arriva in treno, arriva camminando, arriva nella notte, arriva sussurrando, arriva gridando, arriva esultando.

Cristo in croce coi ladri ai suoi fianchi, e la Madonna che piange il pianto di tutte le madri, per tutti i peccati, per noi costantemente dannati, malati di quel male incurabile che ostinatamente chiamiamo vita.

Vi è la presenza, un fantasma angelo, che custodisce il futuro, lo tiene al caldo, come una promessa, per noi, per tutti noi, che in fondo cerchiamo solo un attimo di pace, preparati anche a fingere sia per sempre.

Un dolore, ogni dolore, così personale, così deflagrante, così intimo, così privato, così silenzioso. Diventa il dolore di tutti, del mondo intero, di ogni battaglia di ogni individuo, di ogni rinuncia, di ogni fede spezzata. E allora diventa compassione, unità, partecipazione, immenso abbraccio muto, calore fatto di frantumi, tenuti insieme col sangue delle ferite a far da collante.

Dalla sedia della misericordia, a Elvis, giù per la via del giubileo, un coro di anime portate via dalla corrente d’un idea insostenibile. 

POST SCRIPTUM

“Ghosteen” è il diciasettesimo album in studio di Nick Cave ed è un capolavoro assoluto.

Voto: 10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *