DJANGO DJANGO “MARBLE SKIES“

“Marble Skies” è un ritorno molto atteso. I Django Django erano i figli della Beta Band, quella roba un po’ sghemba che prendeva dal beat, dal folk, dalla west coast, dalle armonie vocali un po’ Beach Boys e un po’ Zombies e frullava tutto facendo pure più di un invito alla danza. Ridurli ad epigoni era una pruderie sfiziosa quanto limitante. In realtà gli scozzesi di base a Londra, eran cosa diversa e più complessa. Meno freak, più millenials, decisamente più elettronici e con un occhio al rock crauto. Laddove la Beta Band si spense in fretta, i Django van lenti, meditano, fanno uscire lavori dopo anni di cesello. E quindi siam qui, nel 2018, al terzo album in 6 anni. Roba da ricchi.

Con “Marble Skies” le cose cambiano leggermente. Non che non si senta il marchio di fabbrica, ma la strada intrapresa per il fatidico terzo album è quella di una sintesi decisamente più pop rispetto al passato. Sin dal primo pezzo, che poi è quello che dà il titolo al tutto, si sente il robotico incedere stile Neu inserito in un synht-pop che sale e scende su accordi sinuosi, che si libera nei cori del ritornello, ritornando cyber martellante nel corpo canzone. E’ la cifra dell’intero album. Approccio più diretto e meno manierato rispetto ai primi due dischi, uso massiccio di suoni sintetici e pure qualche inattesa divagazione. Come la tropicalia di “Surface To Air” con quel rullante che pare un colpo di tosse e la voce di Rebecca Taylor degli Slow Club a confezionare una dream ballad per spiagge ideali. I Django Django che conosciamo ricompaiono nel singolo “Ti Tac Toe” ed in “In Your Beat”, che sarebbero state di casa tranquillamente anche nei precedenti LP. Forse la vetta di questo nuovo lavoro dei britannici la si trova in “Sundials”, gioiello di impasti vocali, memorie intime e malinconiche, melodie cristalline e soluzioni armoniche mai scontate. Quell’ideale mondo di sole e divertimento in cui le ombre fanno capolinea giusto per esserne eccezione. Perché l’essenza dei Django Django è pur sempre di positivo spirito e propulsiva spinta verso il meglio e con questo “Marble Skies” è stata decisamente accentuata. Al primo ascolto vien da rimpiangere forse le scorribande proposte fino a ieri, ma probabilmente questa versione più sincretica è la base del futuro dei nostri.

VOTO: 7

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